Sono cresciuto in un piccolo paese di campagna della provincia di Treviso, in una famiglia semplice dove il lavoro e la terra hanno sempre fatto parte della vita quotidiana.
Mia madre era casalinga, mio padre operaio e contadino al tempo stesso: c’erano le mucche nella stalla, il fieno ed il mais nei campi, l’orto, le stagioni da seguire e gli animali da accudire.

Sono cresciuto con il profumo dell’erba tagliata, con l’acqua alle ginocchia durante l’irrigazione a scorrimento nei campi, con la meraviglia dei vitelli e dei pulcini che nascevano, con la fatica condivisa e la gioia semplice delle feste di paese e della vita comunitaria.

Accanto a questo mondo ho sempre coltivato lo studio, lo sport e la curiosità per ciò che è nuovo. Dopo gli studi in Ingegneria ho capito che la strada delle grandi aziende non era quella che desideravo davvero.
Stare con i giovani, continuare ad imparare e trasmettere conoscenza era ciò che mi faceva sentire vivo.

Così, quasi inaspettatamente, mi sono appassionato all’Informatica e all’insegnamento: una materia dinamica, fatta di problemi da risolvere, creatività, sperimentazione e continua evoluzione.

Oggi vivo tra due dimensioni che sembrano lontane ma che per me si completano a vicenda:
la velocità del digitale e i ritmi lenti della natura.

Da una parte il web, il codice e l’intelligenza artificiale.
Dall’altra i vitelli che mi aspettano al mattino, le galline che scappano nell’orto, il lento crescere del grano antico e il profumo del pane appena sfornato.

“Tra Terra e Bit” nasce proprio da qui: dal desiderio di condividere un modo di vivere che guarda al futuro senza perdere il legame con la terra e con le cose autentiche.